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Cosa facciamo - Plasturgica

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Cosa facciamo

Mission
Diamo una terza vita alla PLASTICA !

Noi, di PLASTURGICA, allunghiamo la "prima vita" alla PLASTICA ( e ad altri materiali ) generando una "terza vita", prima che cominci la "seconda vita", senza mai farla diventare intenzionalmente rifiuto !

Sembra un pò contorto, ma vi spieghiamo:
la "prima vita" della plastica e di altri materiali, è "lunga" quanto l' uso che ne viene fatto per la prima volta;
la "seconda vita" è l' utilizzo della plastica riciclata ( per saperne di più vedi anche "plastica, seconda vita" );
la "terza vita" è quella "digitale" che si genera utilizzando i nostri macchinari.
Il rifiuto è tutto ciò che un soggetto se ne disfa, o ha l' intenzione di disfarsi o è obbligato a disfarsi ( definizione - art.1 L.152/2006 - Testo Unico sui Rifiuti )

Cioè, vi spieghiamo meglio:
Qualsiasi oggetto di plastica prodotto con materiale di "plastica vergine" si intende di "prima vita" fino a quando lo stesso prodotto dopo essere stato utilizzato e arrivato "a fine vita" per il suo scopo ( come ad es il packaging di un altro prodotto, ad es la bottiglia in PET è l' imballo che contiene l' acqua minerale che un soggetto consuma ) generalmente viene inviato ad impianto di riciclo. Questo prodotto, così raccolto insieme a tanti altri prodotti suoi simili ( ad es altre bottiglie in PET ), viene cernito ( cioè separato per colore o spessore ) e viene "lavorato con normali pratiche industriali" con operazioni meccaniche ( ad es. macinazione ), trattamenti termici, lavaggi, estrusione, granulazione, cristallizzazione, ecc e altro, e nuovamente stampato al fine di ottenere un nuovo prodotto per un nuovo utilizzo, cosidetto di "seconda vita", dovuto al naturale effetto che "non è più di materiale vergine", ma, appunto, "riciclato". Per eseguire le sopraddette operazioni ( e altre ) vengono utilizzati macchinari e tecnologie particolari, ogni giorno sempre più innovative e precise.

La nostra raccolta privata di plastica ( e di altri materiali ) utilizza i nostri macchinari, quelle "macchinette" chiamate comunemente "mangiabottiglie" ( tecnicamente RVM = reverse vending machine ).
L' utilizzo di tali "macchinette" in maniera libera ed autonoma da parte del soggetto "utente" ( detentore nel materiale ) distingue fondamentalmente il principio genetico ed il valore del comportamento azionato dal soggetto detentore di quel prodotto ( ad es bottiglia in PET ).

Di fatti, a differenza, il soggetto che ritiene che quel prodotto abbia finito e concluso il servizio a suo favore, ( ad es. la bottiglia d' acqua in PET dopo aver consumato il contenuto dell' acqua ) sceglie tra :

a) - disfarsene, generalmente con un gesto di gratuità nei confronti di coloro che la raccolgono e la lavoreranno, anche pagando un servizio di trasporto ( o la cosidetta "tassa rifiuti" ) disinteressandosi del futuro di tale oggetto
b) - NON disfarsene per mezzo di:
  • - sottoscrivere un contratto privato tra PLASTURGICA e il soggetto detentore del prodotto
  • - dichiarare espressamente nel contratto di cui sopra, di "non disfarsi" e di "non procedere intenzionalmente a disfarsi" e di "non essere in condizioni di obbligo a disfarsi" del prodotto
  • - indentificarsi ogni qual volta che si intende utilizzare i prodotti e servizi di PLASTURGICA
  • - mostrare il prodotto di conferimento ( rilievo del codice a barre/ QrCode, ecc ecc ) al fine dell' accettazione della PLASTURGICA
  • - avere interesse al futuro del prodotto inserito, detenendo un sistema di tracciabilità del prodotto inserito ( trasporti, lavorazioni, ecc )
  • - avviare impianto di riciclo privato ( anche specifico o con specifica lavorazione )
  • - che il prodotto inserito è di sua piena proprietà e disponibilità
  • - che il prodotto inserito ha un peso netto inferiore ai 24,99 kg
- poter scegliere la futura funzione
della "materia prima" inserita
o il nuovo prodotto in materiale riciclato
  • - volersi trarre profitto legittimamente ( compravendita - come ad es. il compraoro - , permuta, bartner, punti fidelity, coupon, vuoto a rendere, reso imballo, ecc ecc )

  • E' così che, grazie alla nostra tecnologia ( vedi pagina ), ogni giorno sempre più innovativa e completa di funzioni, generiamo una "terza vita" alla plastica, quella digitale.
    Cioè, in pratica, ogni bottiglia in PET che viene inserita nelle nostre macchine "mangiabottiglie", noi di PLASTURGICA, non solo sappiamo data.ora.min.sec dell' ingresso del prodotto, ma anche:
    - il codice a barre della bottiglia, che identifica il materiale cha ha contenuto ( ad es acqua minerale, piuttosto che altra bevanda )
    - il materiale cha ha contenuto ( ad es acqua minerale, piuttosto che altra bevanda )
    - chi l' ha utilizzato ( con l' identificazione della persona )
    - quando è stato terminato il contenuto
    - dove è stato consumato il contenuto
    - gli usi e abitudini del consumatore ( periodicità d' utilizzo, ecc )
    - il tipo di materiale del prodotto ( rilevamento con ultrasuoni, reffrazione, infrarossi, ecc )
    - il colore del prodotto
    - la forma del prodotto
    - il peso del prodotto
    - il peso-forma-colore, ecc di ogni suo componente ( tappi, etichette, ecc )
    - il valore intrinseco del bene ( valore a peso, in grammi )
    - il valore estrinseco ( quanto offerto in compenso con coupon, ecc )
    - altro

    Pertanto, non stupitevi, se la bottiglia "vive una terza volta" nella vita digitale, in diversi database, dove nascono dei veri e propri studi di growth hacking e altri ( vedi la pagina ) cosicchè al consumatore ( con stupore ! ) possano arrivano messaggi SMS o via mail, di offerte dello stesso materiale contenuto ( o di un competitor che agisce con profilazioni di SEO, SEM e altri derivate dallo studio e analisi del prodotto inserito in quel packaging pre-consumo) , o ... vince un concorso, o ... si trova la spesa già fatta e pronta da ritirare davanti alla porta di casa, senza aver fatto alcun click
    Anche dal punto di vista giuridico, vi è una netta differenza tra l' intenzione e la volontà di commettere una azione.
    L’editto ‘quod quisque iuris’ e il principio ‘ cogitationis poenam nemo patitur’ . − Il principio di materialità, espresso con la notissima regula romana cogitationis poenam nemo patitur , a tutt’oggi utilizzata, è contenuto nei Digesta (48.19.18, Ulp. 3 ad ed. ) nel titolo de poenis .
    Dai commentatori, attraverso il pensiero romano, alla storiografia moderna . – Se nel XIV secolo, con Bartolo, il maggiore esponente della scuola dei commentatori, comincia a delinearsi nettamente all’interno della tradizione romanistica l’idea della non punibilità dell’intenzione cui non segua l’effetto, solo Cuiacio (dopo di lui Faber, Noodt ed Eineccio) enuncerà il principio, poi recepito nella tradizione romanistica, che la semplice cogitatio, il mero disegno criminoso, non sono punibili (« voluntas aut cogitatio nuda hoc edicto non punitur »), collegando esplicitamente D. 2.2.1.2 con D. 48.19.18, in cui è riportato, appunto, il cosiddetto principio di materialità del fatto: cogitationis poenam nemo patitur . In questo nuovo contesto, la regola diviene di geneale applicazione.  ( se vuoi approfondire di più, clicca qui )

    Appunto per il principio di materialità del fatto "voluntas aut cogitatio nuda hoc edicto non punitur", il concetto di materialità del fatto di disfarsi = rifiuto ( = tutto ciò che il soggetto se ne disfa ), è un' azione comportamentale autonoma dell' individuo si intende "proporzionale" alla volontà dell' individuo, sia dal punto di vista sociologico che antropologico.

    Per tale fatto NON POTRA' MAI ESISTERE una legge che obbligherà "disfarsi" della bottiglia in PET ( e di altri materiali ), tanto più che la stessa legge dovrebbe nel tal caso ( ma non può) individuare e declarare il metodo-gesto di "disfarsene" che invece viene demandato alla libertà personale d' azione dell' individuo nella sua scelta, sia quello della raccolta e il conseguente metodo di riutilizzo, sia anche la scelta di quale metodo e mezzi di "normale pratica industriale ed imprenditoriale dell' individuo" vorrà/dovrà utilizzare per l' azione ed attività di riutilizzo del materiale, qui considerato principalmente "materia prima" di lavorazione della PLASTURGICA INDUSTRIALE
    E' opportuno anche scrivere qui qualche riga riguardo le differenze tra:
    - INTENZIONALITA' VOLONTARIA, premeditata e voluta
    - INTENZIONALITA' INVOLONTARIA

    La prima, nel nostro caso, dell' intenzione a NON considerare il prodotto quale "rifiuto" e quindi utilizzare con un "gesto educato e volontario" le nostre macchinette "mangiabottiglie" per avviare a impianto di riciclo privato e volersi trarre profitto dal COUPON, pensiamo che quanto scritto sopra sia chiaro.
    La seconda, è condizionata dall' azione abitudinaria e ripetitiva, tal volta anche inconsapevole, come ad esempio porre i "rifiuti organici solidi e voluminosi" dopo una consumazione post-pasto nel cestino, anzichè nello scarico del lavandino.

    Ma entrambi hanno una cosa in comune, particolarità connessa alla libertà personale: il tempo, con la quale si realizza l' intenzione

    Comunque, sia che vogliate inviare rifiuti e/o sia che vogliate inviare prodotto, NON esclude la generazione della "terza vita" della plastica  e di altri materiali ( = quella digitale) se utilizzate le nostre macchinette.

    Per questo motivo, ogni giorno, sempre più persone, società, Enti, PP.AA, organizzazioni eventi, supermercati GDO e GDS e altri chiedono di installare le"mangiabottiglie".
    Di fatti, il lato pratico, cioè l' azione del movimento della mano per inserire la "bottiglietta in PET" nella mangiabottiglia, da noi chiamato spesso "gesto educato" è un' azione autonoma e non comporta di conseguenza la connessione all' obbligatorietà di avvio rifiuto, anzichè avvio di prodotto, ma bensì generalmente all' intenzione di rilasciare "dati" del proprio comportamento, delle proprie abitudini e consumi di prodotto, al quale generalmente viene dato compenso economico ( o profitto ) con quanto indicato sul coupon stesso.  
     
    sito aggiornato al 18.04.2019
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