Trasporto o deposito temporaneo di imballaggi ? - plasturgica

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Trasporto o deposito temporaneo di imballaggi ?

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TRASPORTO e DEPOSITO TEMPORANEO

o stoccaggio ?


Il deposito temporaneo è il raggruppamento dei rifiuti effettuato nel luogo in cui sono prodotti, prima della raccolta, a patto che siano soddisfatte determinate condizioni. Non costituisce attività di gestione dei rifiuti.

Questa la definizione:
“deposito temporaneo”: il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti, alle seguenti condizioni:

1) i rifiuti contenenti gli inquinanti organici persistenti di cui al regolamento (CE) 850/2004, e successive modificazioni, devono essere depositati nel rispetto delle norme tecniche che regolano lo stoccaggio e l’imballaggio dei rifiuti contenenti sostanze pericolose e gestiti conformemente al suddetto regolamento;

2) i rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del produttore dei rifiuti: con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi. In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite all'anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno;

3) il “deposito temporaneo” deve essere effettuato per categorie omogenee di rifiuti e nel rispetto delle relative norme tecniche, nonché, per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute;

4) devono essere rispettate le norme che disciplinano l'imballaggio e l'etichettatura delle sostanze pericolose;

5) per alcune categorie di rifiuto, individuate con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero per lo sviluppo economico, sono fissate le modalità di gestione del deposito temporaneo; (Art. 183, c.1, lett. bb) del D.Lgs 152/06)

Il limite volumetrico ed il limite temporale, da non superare affinchè il deposito temporaneo non si configuri come deposito incontrollato o stoccaggio, sono alternativi.
Dunque il produttore ha due possibilità, a seconda delle proprie esigenze:

1) raggruppare in deposito temporaneo all'interno del proprio luogo di produzione un quantitativo illimitato di rifiuti pericolosi provvedendo alla raccolta e all'avvio alle operazioni di recupero o di smaltimento entro il termine massimo di tre mesi;

2) raggruppare in deposito temporaneo all'interno del proprio luogo di produzione un quantitativo massimo di 30 metri cubi di rifiuti, di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi, avviandoli alle operazioni di recupero o di smaltimento al raggiungimento del limite massimo anche se ciò avviene dopo più di tre mesi; tuttavia, anche se non si è raggiunto il quantitativo massimo, il termine di giacenza non può superare mai un anno. A titolo esemplificativo:

-27 mc di rifiuti non pericolosi + 3 mc di rifiuti pericolosi: ammesso
-30 mc di rifiuti non pericolosi: ammesso
-5 mc di rifiuti non pericolosi + 11 mc di rifiuti pericolosi: non ammesso
-25 mc di rifiuti non pericolosi + 6 mc di rifiuti non pericolosi: non ammesso

Il deposito temporaneo, se effettuato correttamente:
-non è uno stoccaggio
-non è un’operazione di recupero o smaltimento
-non è pertanto sottoposto a procedure di autorizzazione


Affinché il deposito temporaneo rimanga tale, deve soddisfare tutte le condizioni indicate nell’art. 183, lett. bb), altrimenti anche la detenzione dei propri rifiuti dovrà essere approvata e autorizzata.

Va infatti ricordato che il deposito temporaneo non deve esser confuso con:
-la messa in riserva, che fa parte delle operazioni di recupero e quindi della gestione dei rifiuti - R13 (deve perciò essere autorizzata)
-il deposito preliminare di rifiuti, che fa parte delle operazioni di smaltimento e quindi della gestione dei rifiuti (perciò anche tale operazione deve essere autorizzata)

Il deposito temporaneo è monosoggettivo come titolarità di azienda. Non è perciò possibile, in caso di diverse imprese operanti nello stesso sito, la creazione di un deposito temporaneo cumulativo.

In caso di deposito di rifiuti pericolosi, deve essere vietato l’accesso ad estranei.

Come sopra riportato, il deposito temporaneo deve essere effettuato per CATEGORIE OMOGENEE di rifiuti e nel rispetto delle relative norme tecniche. Attualmente, le norme tecniche relative al deposito temporaneo dei rifiuti possono essere riconducibili a quelle contenute nella Deliberazione Comitato Interministeriale 27/07/84, che, al capitolo 4.1, si riferisce allo stoccaggio provvisorio dei rifiuti (con riferimento alle misure di contenimento, alla separazione di materiali incompatibili, etichettatura, idoneità degli imballi, ecc.); i principi enunciati rappresentano comunque una utile linea guida per le caratteristiche del deposito temporaneo.

Disposizioni generali:

I recipienti, fissi e mobili, comprese le vasche ed i bacini, destinati a contenere i rifiuti pericolosi, devono possedere adeguati requisiti di resistenza in relazione alle proprietà chimico-fisiche ed alle caratteristiche di pericolosità dei rifiuti contenuti

I rifiuti incompatibili, suscettibili, perciò di reagire pericolosamente tra di loro, dando luogo alla formazione di prodotti esplosivi, infiammabili e/o tossici, oppure allo sviluppo di notevoli quantità di calore, devono essere stoccati in modo tale da non venire a contatto tra di loro

I contenitori/serbatoi di rifiuti allo stato liquido devono essere posizionati su opportuni sistemi di contenimento (“bacini”); per quanto riguarda le dimensioni di tali bacini, occorre riferirsi alle seguenti indicazioni:
- Se lo stoccaggio dei rifiuti liquidi avviene in un serbatoio fuori terra, il bacino di contenimento deve avere capacità pari all’intero volume del serbatoio
- Se in uno stesso insediamento ci sono più serbatoi e/o contenitori, potrà essere realizzato un solo bacino di contenimento di capacità almeno uguale alla terza parte di quella complessiva effettiva dei serbatoi stessi. In ogni caso, il bacino deve essere di capacità pari a quella del più grande dei serbatoi
- Il bacino di contenimento deve essere realizzato con materiale idoneo, tale da assicurare un’adeguata tenuta in caso di sversamento accidentale dei reflui

I serbatoi contenenti rifiuti liquidi devono essere provvisti di opportuni dispositivi antitraboccamento; qualora questi ultimi siano costituiti da una tubazione di troppo pieno, il relativo scarico deve essere convogliato in modo tale da non costituire pericolo per gli addetti e per l’ambiente

Se il deposito avviene in cumuli, questi devono essere realizzati su basamenti resistenti all’azione dei rifiuti. Devono essere protetti dall’azione della pioggia e, se i rifiuti si trovano allo stato polverulento, devono essere protetti anche dal vento

Se il deposito è realizzato all’esterno, è buona prassi proteggere i contenitori con idonee tettoie al fine di evitare l’irraggiamento diretto dei contenitori (con conseguente rischio di surriscaldamento e formazione di prodotti gassosi), nonché l’accumulo di acqua piovana nei bacini di contenimento; in ogni caso, occorre verificare periodicamente e dopo intense piogge lo stato dei bacini di contenimento

Se il deposito è effettuato all’interno di un locale chiuso, è necessario garantire un’areazione adeguata


In caso di deposito di rifiuti liquidi, dovrà essere presente, nelle immediate vicinanze, un apposito kit di emergenza antispandimento, costituito da materiale assorbente idoneo a raccogliere gli eventuali spanti; tale materiale, dopo essere stato utilizzato per assorbire gli spanti, dovrà essere smaltito anch’esso come rifiuto; se il deposito di rifiuti si trova in prossimità di tombini di raccolta delle acque meteoriche, sarà opportuno prevedere la presenza di copri tombini da utilizzare in caso di spanto accidentale.


Precauzioni generali in presenza di rifiuti pericolosi:

- I recipienti mobili devono essere provvisti di idonee chiusure per impedire la fuoriuscita del contenuto;
- di accessori per consentire di effettuare le operazioni di riempimento e svuotamento in sicurezza;
- di mezzi di presa per rendere sicure ed agevoli le operazioni di movimentazione

-Allo scopo di rendere nota la natura (CER e descrizione, quest’ultima dovrà essere individuata in modo tale da essere facilmente comprensibile dagli addetti) e la pericolosità dei rifiuti (caratteristiche di pericolo H), i recipienti, fissi e mobili, devono essere opportunamente contrassegnati con etichette o targhe, apposte sui recipienti stessi o collocate nelle aree di deposito temporaneo; detti contrassegni devono essere ben visibili per dimensioni e collocazione. I rifiuti pericolosi dovranno inoltre essere contraddistinti tramite un’etichetta o marchio inamovibile recante la lettera “R” di colore nero su fondo giallo. Per maggiori dettagli in merito all’etichettatura dei rifiuti, vedasi la discussione TOP “Etichettatura dei rifiuti”.

-I recipienti, fissi e mobili, che hanno contenuto i rifiuti pericolosi, e non destinati ad essere reimpiegati per gli stessi tipi di rifiuti, devono essere sottoposti a trattamenti di bonifica appropriati alle nuove utilizzazioni. -


DEFINIZIONE DI IMBALLAGGI


a. imballaggio: il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a proteggerle, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all’utilizzatore, ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo;

b. imballaggio per la vendita o imballaggio primario:
imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto vendita, un’unità di vendita per l’utente finale o il consumatore;

c. imballaggio multiplo o imballaggio secondario
: imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto vendita, il raggruppamento di un certo numero di unità di vendita, indipendentemente dal fatto che sia venduto come tale all’utente finale o al consumatore, o che serva soltanto a facilitare il rifornimento degli scaffali nel punto vendita. Esso può essere rimosso dal prodotto senza alterarne le caratteristiche;

d. imballaggio per il trasporto o imballaggio terziario:
imballaggio concepito in modo da facilitare la manipolazione ed il trasporto di merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, di un certo numero di unità di vendita oppure di imballaggi multipli per evitare la loro manipolazione ed i danni connessi al trasporto, esclusi i container per i trasporti stradali, ferroviari marittimi ed aerei”. (Art, 218, c.1, D.Lgs 152/06)

“i) sono considerati imballaggi gli articoli che rientrano nella definizione di cui sopra, fatte salve altre possibili funzioni dell’imballaggio, a meno che tali articoli non siano parti integranti di un prodotto e siano necessari per contenere, sostenere o preservare tale prodotto per tutto il ciclo di vita e tutti gli elementi siano destinati ad essere utilizzati, consumati o eliminati insieme;
Esempi illustrativi:
-Articoli considerati imballaggio: Scatole per dolci; Involucro che ricopre la custodia di un CD;

-Articoli non considerati imballaggio: Vasi da fiori destinati a restare con la pianta per tutta la durata di vita di questa; Cassette di attrezzi; Bustine da tè; Rivestimenti di cera dei formaggi; Budelli per salumi.

ii) sono considerati imballaggi gli articoli progettati e destinati ad essere riempiti nel punto vendita e gli elementi usa e getta venduti, riempiti o progettati e destinati ad essere riempiti nel punto vendita, a condizione che svolgano una funzione di imballaggio;
Esempi illustrativi:
-Articoli da imballaggio progettati e destinati ad essere riempiti nel punto vendita: Sacchetti o borse di carta o di plastica; Piatti e tazze usa e getta; Pellicole di plastica trasparente; Sacchetti per panini; Fogli di alluminio;

-Articoli non considerati imballaggio: Cucchiaini di plastica; Posate usa e getta.


iii) i componenti dell’imballaggio e gli elementi accessori integrati nell’imballaggio sono considerati parti integranti dello stesso. Gli elementi accessori direttamente fissati o attaccati al prodotto e che svolgono funzioni di imballaggio sono considerati imballaggio a meno che non siano parte integrante del prodotto e tutti gli elementi siano destinati ad essere consumati o eliminati insieme.
Esempi illustrativi:
-Articoli considerati imballaggio: Etichette fissate direttamente o attaccate al prodotto;

-Articoli considerati parti di imballaggio: Spazzolino del mascara che fa parte del tappo della confezione; Etichette adesive incollate su un altro articolo di imballaggio; Graffette; Fascette di plastica; Dispositivo di dosaggio che fa parte del tappo della confezione per i detersivi”. (All. E, D.Lgs 152/06)


LISTE ESEMPIFICATIVE E NON ESAUSTIVE


Imballaggi
Appendini, personalizzati e non, per scarpe, foulard, sciarpe, calzini, cravatte o borse
Appendini in “filo di ferro” (generalmente usati dalle lavanderie/stirerie)
Bancali, pallets, palette
Barattoli, vasetti
Barilotti “sorpresa”, bussolotti per ovetti di cioccolato ed altri contenitori aventi la stessa funzione
Bastoncino per caramelle tipo “lollipop”
Big bags, sacconi
Bobine in legno per cavi elettrici
Boccioni per acqua

Bombole aerosol
Bombole di gas compressi, liquefatti, disciolti (esente dal contributo ambientale Conai)
Borse carrello per supermercato (esente dal contributo ambientale Conai)
Borse per piumoni, borsette per plaid e trapuntini e buste per tappeti, tovaglie, lenzuola
Borse riutilizzabili – cabas (esente dal contributo ambientale Conai)
Borse porta oggetti, a meno che non siano destinate a contenere il prodotto/merce per tuto il ciclo di vita dello stesso
Bottiglie

Bottiglie di profumi
Buste porta medaglie/monete, a meno che non siano destinate a contenere il prodotto/merce per tuto il ciclo di vita dello stesso
Capsule per bevande (ad es. caffè, cacao, latte) che restano vuote dopo l’uso
Capsule
Carta da imballo per uso non domestico
Casse, cassette, cassoni/bins, gabbie
Cisternette
Conta gocce
Contenitore ceretta depilatoria
Contenitori “General line”: latte cilindriche e rettangolari, secchielli tronco-conici e cilindrici, bidoni, fustini, ecc.

Contenitori “Open top”: scatole/barattoli
Copertura pallets (es. rete, cappucci, film in foglia, ecc.)
Copriabiti in film
Copriabiti in tessuto/non tessuto
Dischi di carta per fondi di padelle/tegami
Dispositivo di dosaggio che fa parte del tappo della confezione per i detersivi
Erogatori
Etichette
Fasce di cartoncino per manici di padelle/tegami
Fascette ad uso imballaggio
Fiale
Film ad uso imballaggio (es. film estensibile, stretch, tubolare, piano, termoretraibile, ecc.)
Flaconi per detergenza

Fusti
Graffette/punti metallici, quando integrati nell’imballaggio
Involucro che ricopre la custodia di CD, videocassette, cassette
Lattine per bevande

Nastro adesivo, carta gommata per uso imballo
Octabin
Pacchetti di sigarette
Pellicole di plastica trasparente destinate ad essere riempite nel punto vendita

Pellicole di supporto di etichette autoadesive (esente dal contributo ambientale Conai)
Reggette
Rotoli di foglio di alluminio (astucciati e non) utilizzati per uso professionale (non domestico)
Sacchetti isotermici per surgelati
Sacchetti per panini
Sacchi in genere (a valvola, a bocca aperta, ecc.)
Sacchi, sacconi gonfiabili, “Air bag”
Scatolame
Scatole e scatoloni
Scatole per dolci e caramelle
Seminiere
Shoppers (sacchetti per la spesa), buste
Spazzolino del mascara che fa parte del tappo della confezione
Stecchini/bastoncini per gelato
Stoviglie monouso in plastica (piatti e bicchieri) in confezioni da adibire ad uso professionale (non domestico)

Taniche
Tappi, turaccioli, coperchi e chiusure varie

Trousse, portacipria, supporto per rossetti
Tubetti per creme
Vaschette/vassoi ad uso imballaggio (non domestico)
Vasi da fiori usati solo per la vendita e il trasporto di piante e non per stare con la pianta per tutta la durata di vita di questa

Non imballaggi

Budelli per salumi
Buste porta documenti e porta cartellini
Bustine da tè (filtro)
Capsule, contenitori in alluminio e cialde di carta per caffè, eliminate insieme al prodotto (caffè) consumato
Cartellette uso ufficio, raccoglitori
Cassette per attrezzi
Contenitori per telai di ponteggio
Cucchiaini, posate usa e getta e cannucce per bevande

Custodie, astucci per beni durevoli (gioielli, occhiali, giochi, macchine fotografiche, ecc.)
Film in plastica utilizzato per avvolgere le valigie in aeroporto
Lumini per cimitero (contenitori per candele)
Pellicole di plastica trasparente destinate esclusivamente ad uso domestico

Rivestimenti di cera dei formaggi
Rotoli astucciati di foglio di alluminio destinati esclusivamente ad uso domestico
Stoviglie monouso in plastica (piatti e bicchieri) in confezioni da adibire esclusivamente ad uso domestico
Valigetta di pronto soccorso
Valigette per catene di neve

PER ALTRE INFO VEDI http://www.sistriforum.com/t6261-top-imballaggio#sthash.y90M7Bpc.dpuf

IL CENTRO DI RACCOLTA



Il centro di raccolta è un'"area presidiata ed allestita, ... , per l'attività di raccolta mediante raggruppamento differenziato dei rifiuti urbani per frazioni omogenee conferiti dai detentori per il trasporto agli impianti di recupero e trattamento".
(art. 183, c.1, lett. del D.Lgs 152/06). La disciplina dei centri di raccolta è dettata dal DM 8 aprile 2008, come modificato dal DM 13 maggio 2009.

Requisiti del centro di raccolta

Deve essere ubicato in aree servite dalla rete viaria di scorrimento urbano.
Deve rispettare i requisiti posti dalla normativa a tutela della salute dell’uomo, dell’ambiente e della sicurezza sul lavoro. Inoltre, le operazioni eseguite ivi non devono creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, la fauna e la flora, inconvenienti da rumori e odori né danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse.
Deve essere dotato di pavimentazione impermeabilizzata nelle zone di scarico e deposito dei rifiuti;
Recinzione di altezza non inferiore a 2 m;
Adeguata barriera esterna, realizzata con siepi e/o alberature o schermi mobili, atta a
minimizzare l’impatto visivo dell’impianto;
Deve essere garantita la manutenzione nel tempo.
All’esterno dell’impianto devono essere installati sistemi di illuminazione e cartellonistica, adeguatamente visibile, che evidenzi le caratteristiche del centro di raccolta, le tipologie di rifiuti che possono essere conferiti, gli orari di apertura e le norme di comportamento.
Il centro di raccolta deve essere strutturato prevedendo una zona di conferimento e deposito dei rifiuti non pericolosi, attrezzata con cassoni scarrabili/contenitori, anche interrati e/o platee impermeabilizzate e opportunamente delimitate. Nel caso di deposito dei rifiuti in cassoni scarrabili è opportuno prevedere la presenza di rampe carrabili almeno per il conferimento di materiali ingombranti o pesanti.
Le aree di deposito devono essere chiaramente identificate e munite di esplicita cartellonistica indicante le norme per il contenimento dei rischi per la salute dell’uomo o per l’ambiente.

Modalità di conferimento e tipologie di rifiuti conferibili al centro di raccolta

I rifiuti conferiti, dopo l’esame visivo effettuato dall’addetto, devono essere collocati in aree distinte del centro per flussi omogenei, individuando le caratteristiche, le diverse tipologie e frazioni merceologiche, separando i rifiuti potenzialmente pericolosi da quelli non pericolosi e quelli da avviare a recupero da quelli destinati allo smaltimento.
Il centro deve garantire la presenza di personale qualificato (nella gestione dei rifiuti, della sicurezza e delle procedure in caso di incidenti) e la sorveglianza durante le ore di apertura;


Modalità per il deposito dei rifiuti

Deve seguire modalità appropriate e condizioni di sicurezza; salvo le eventuali riduzioni volumetriche, non devono essere modificate le caratteristiche dei materiali in modo tale da comprometterne il recupero.
I contenitori e i serbatoi fissi o mobili devono possedere caratteristiche commisurate al rifiuto conferito e tali da garantire la sicurezza delle operazioni di svuotamento o riempimento.
La frazione organica umida deve essere conferita in cassoni a tenuta stagna, dotati di sistema di chiusura.
È necessario sia adottare procedure per garantire l’accatasto dei RAEE in sicurezza e senza pregiudicarne l’integrità sia rispettare l’Allegato 1 del D.M. n. 185/2007.
I recipienti impiegati nel centro di raccolta non destinati a essere impiegati per le stesse tipologie di rifiuti, devono essere sottoposti a trattamenti idonei a consentirne le nuove utilizzazioni.

Modalità di gestione e presidi del centro di raccolta

Nel centro non possono essere disassemblati i rifiuti ingombranti e i RAEE. Questi ultimi non devono subire danni che possano causare il rilascio di sostanze inquinanti o pericolose per l’ambiente o compromettere le successive operazioni di recupero.
Devono essere prese idonee misure per garantire il contenimento di polveri e odori.
Il centro di raccolta deve essere disinfettato periodicamente e devono essere rimossi giornalmente i rifiuti all’esterno degli scarrabili o all’esterno del centro.

Durata del deposito
Per ciascuna frazione merceologica conferita non deve essere superiore a due mesi.
La frazione organica umida deve essere avviata agli impianti di recupero entro 72 ore.

Rifiuti ammessi

- toner per stampa esauriti diversi da quelli di cui alla voce 08 03 17* (provenienti da utenze domestiche) (codice CER 08 03 18)
- imballaggi in carta e cartone (codice CER 15 01 01)
- imballaggi in plastica (codice CER 15 01 02)
- imballaggi in legno (codice CER 15 01 03)
- imballaggi in metallo (codice CER 15 01 04)
- imballaggi in materiali compositi (codice CER 15 01 05)
-imballaggi in materiali misti (CER 15 01 06)
- imballaggi in vetro (codice CER 15 01 07)
- imballaggi in materia tessile (codice CER 15 01 09)
- contenitori T/FC (codice CER 15 01 10* e 15 01 11*)
- pneumatici fuori uso (solo se conferiti da utenze domestiche) (codice CER 16 01 03)
- filtri olio (codice CER 16 01 07*)
- componenti rimossi da apparecchiature fuori uso diversi da quelli di cui alla voce 16 02 15* (limitatamente ai toner e cartucce di stampa provenienti da utenze domestiche) (codice CER 16 02 16)
- gas in contenitori a pressione (limitatamente ad estintori ed aerosol ad uso domestico) (codice CER 16 05 04* codice CER 16 05 05)
- miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle, ceramiche, diverse da quelle di cui alla voce 17 01 06* (solo da piccoli interventi di rimozione eseguiti direttamente dal conduttore della civile abitazione) (codice CER 17 01 07)
- rifiuti misti dell'attività di costruzione e demolizione diversi da quelli di cui alle voci 17 09 01*, 17 09 02* e 17 09 03* (solo da piccoli interventi di rimozione eseguiti direttamente dal conduttore della civile abitazione) (codice CER 17 09 04)
- rifiuti di carta e cartone (codice CER 20 01 01)
- rifiuti in vetro (codice CER 20 01 02)
- frazione organica umida (codice CER 20 01 08 e 20 03 02)
- abiti e prodotti tessili (codice CER 20 01 10 e 20 01 11)
- solventi (codice CER 20 01 13*)
- acidi (codice CER 20 01 14*)
- sostanze alcaline (codice CER 20 01 15*)
- prodotti fotochimici (20 01 17*)
- pesticidi (CER 20 01 19*)
- tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio (codice CER 20 01 21)
- rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (codice CER 20 01 23*, 20 01 35* e 20 01 36)
- oli e grassi commestibili (codice CER 20 01 25)
- oli e grassi diversi da quelli al punto precedente, ad esempio oli minerali esausti (codice CER 20 01 26*)
- vernici, inchiostri, adesivi e resine (codice CER 20 01 27* e 20 01 28)
- detergenti contenenti sostanze pericolose (codice CER 20 01 29*)
- detergenti diversi da quelli al punto precedente (codice CER 20 01 30)
- farmaci (codice CER 20 01 31* e 20 01 32)
- batterie ed accumulatori di cui alle voci 160601* 160602* 160603* (provenienti da utenze domestiche) (codice CER 20 01 33*)
- batterie ed accumulatori diversi da quelli di cui alla voce 20 01 33* (codice CER 20 01 34)
- rifiuti legnosi (codice CER 20 01 37* e 20 01 38)
- rifiuti plastici (codice CER 20 01 39)
- rifiuti metallici (codice CER 20 01 40)
- rifiuti prodotti dalla pulizia di camini (solo se provenienti da utenze domestiche) (codice CER 20 01 41)
- sfalci e potature (codice CER 20 02 01)
- terra e roccia (codice CER 20 02 02)
- altri rifiuti non biodegradabili (codice CER 20 02 03)
- ingombranti (codice CER 20 03 07)
- cartucce toner esaurite (20 03 99)
- rifiuti assimilati ai rifiuti urbani sulla base dei regolamenti comunali, fermo restando il disposto di cui all'articolo 195, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche.

Adempimenti per la tracciabilità

I centri di raccolta ubicati al di fuori della regione Campania non sono assoggettati al Sistri.
Dal giorno di entrata in vigore dell'articolo 16, comma 2, d.lgs. n. 205 del 2010, le operazioni di gestione dei centri di raccolta sono escluse dall'obbligo del registro di carico e scarico limitatamente ai rifiuti non pericolosi. Per i rifiuti pericolosi la registrazione del carico e dello scarico può essere effettuata contestualmente al momento dell’uscita dei rifiuti stessi dal centro di raccolta e in maniera cumulativa per ciascun codice dell’elenco dei rifiuti.
I rifiuti in ingresso provenienti da utenze non domestiche vanno annotati su scheda conforme all'allegato Ia.
I rifiuti in uscita dal centro di raccolta vanno annotati su scheda conforme all'allegato Ib.
Le schede vanno numerate progressivamente e conservate, anche su supporto informatico.
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